mercoledì 27 gennaio 2016

Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere

Oggi, giorno della memoria, vi propongo un breve brano della scrittirce olandese

Etty Hillesum. Di origine ebraica, donna coraggiosa e intelligente, vittima della Shoah, durante l'estate 1943 - internata ad Auschwitz - scrisse queste parole:


«...Volevo solo dire questo: la miseria che c’è qui è veramente terribile – eppure, alla sera tardi, quando il giorno si è inabissato dietro di noi, mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, e allora dal mio cuore s’innalza sempre una voce – non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare -, e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere. E se sopravviveremo intatti a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita. Forse io sono una donna ambiziosa: vorrei dire anch’io una piccola parolina...»

Etty Hillesum morì ad Auschwitz quattro mesi dopo. 

 

 

domenica 24 gennaio 2016

Onore a "coloro i quali hanno dato tutto"

Non è una foto d'epoca: è stata scattata oggi. Ritrae la sentinella in servizio di guardia alla Tomba del Milite Ignoto, presso il Cimitero Nazionale di Arlington in Virginia, poche ore fa.
Le sentinelle fanno la guardia anche oggi, nonostante sia in corso la più grande bufera di neve dal 1896... È stato loro offerto di essere sollevati, proprio a causa delle intemperie, ma hanno sempre rifiutato e rimangono, a fare la guardia, rendendo onore a "coloro i quali hanno dato tutto"...


sabato 23 gennaio 2016

Non è mera erudizione

Questa mattina chiacchieravo con un'amica sull'etimologia della parola ENTUSIASMO, che deriva da en (in) e theos (dio): avere Dio dentro di sé. Un termine che potrebbe far pensare a un facile slancio ottimistico, a un'euforia un po' superficiale, acquista spessore e profondità.
Un'altra parola di cui amo l'etimologia è NOSTALGIA. Deriva da nostòs (ritorno) e àlgos (dolore). Potrebbe far pensare a uno struggimento sentimentalistico e lumacoso; invece è una posizione esistenziale, un bisogno di ritorno che brucia dentro fino a far male. Se ho nostalgia di un luogo, di una persona, è perché in quel luogo, con quella persona, mi sentivo a casa; e lì vorrei tornare.
Non è mera erudizione. Anzi: a volte l'etimologia è molto vicina alla poesia. E - perché no? - alla preghiera.


giovedì 21 gennaio 2016

Buffa evoluzione

A vent'anni, con l'entusiasmo dei neofiti, quando pregavo dicevo: "Ti amo".
A trent'anni, con maggior realismo, dicevo: "Ti voglio bene"
Adesso Lo guardo e dico: " Ti desidero".
Buffa evoluzione.

sabato 16 gennaio 2016

Libere dal burka

Spesso una fotografia può dire più di mille parole. 
È il caso di questi scatti diffusi in rete dal giornalista freelance Jack Shahine, attivo nel Rojava, il Kurdistan siriano. 
Shahine ha immortalato il momento in cui alcune donne si sfilano il burqa dopo aver raggiunto il Rojava, lasciandosi alle spalle le aree della Siria controllate dai jihadisti dello Stato islamico.

mercoledì 6 gennaio 2016

Chi merita la morte? E la vita?

Una saggia riflessione del vecchio Gandalf:
«..Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più saggi possono vedere tutte le conseguenze...» 

venerdì 1 gennaio 2016

Buon 2016 !

Un piccolo augurio con tutto il mio cuore (di pizza):
Che ogni giorno del vostro 2016 abbia almeno 

un istante di Bellezza pura,
una briciola di Gioia semplice,
un bagliore di Luce vera...