mercoledì 27 gennaio 2016

Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere

Oggi, giorno della memoria, vi propongo un breve brano della scrittirce olandese

Etty Hillesum. Di origine ebraica, donna coraggiosa e intelligente, vittima della Shoah, durante l'estate 1943 - internata ad Auschwitz - scrisse queste parole:


«...Volevo solo dire questo: la miseria che c’è qui è veramente terribile – eppure, alla sera tardi, quando il giorno si è inabissato dietro di noi, mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, e allora dal mio cuore s’innalza sempre una voce – non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare -, e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere. E se sopravviveremo intatti a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita. Forse io sono una donna ambiziosa: vorrei dire anch’io una piccola parolina...»

Etty Hillesum morì ad Auschwitz quattro mesi dopo. 

 

 

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