lunedì 1 ottobre 2012

Blog in letargo

Cari amici,
Lo so: da almeno un annetto latito parecchio;  Cuoredipizza non è più il blog effervescente, ricco e costantemente aggiornato di un tempo.  Ogni tanto ricevo qualche messaggio dagli amici di sempre: "Come stai?"...  "Non scrivi più!"...  "Tutto a posto, vero?"...

Desidero tranquillizzarvi:  sto bene, e il mio cuore è di pizza, oggi come allora.

Semplicemente, alcuni fattori oggettivi e soggettivi hanno inciso pesantemente sulla mia presenza in rete, qui come altrove.
Fattori oggettivi: sono fuori casa per lavoro dalle dieci alle dodici ore al giorno, dedico alla mia famiglia ogni istante e ogni energia possibili, insomma la "real life" non lascia più molto spazio alla "virtual life".
Fattori soggettivi: dopo lunghi anni (stimolanti e fantastici, ci mancherebbe!) trascorsi a leggere e scrivere, ascoltare e parlare, postare e commentare, ho maturato una piccola "allergia alle parole". Ho bisogno di silenzi, sguardi, azioni semplici.  E basta.

Ecco tutto, cari amici. 
In ogni caso, arrivederci!
Che Dio vi benedica.

sabato 8 settembre 2012

L'essenziale

Questa mattina funerale di Fratel M., che per lunghi anni ha accompagnato con la sua presenza discreta e dolce il percorso scolastico dei nostri figli.

Mi ha fatto "male": un po' perché la morte di una persona buona è sempre uno strappo lacerante; un po' perché di fronte ad una bara non si può non pensare anche alla propria morte, e a quella dei propri cari.

Nello stesso tempo mi ha fatto "bene":  perché mi ha richiamata all'essenziale (spesso "invisibile agli occhi", come diceva il Piccolo Principe), mi ha ricordato che la vita è un compito, mi ha risvegliato un pochino il cuore...

Requiem aeternam dona ei Domine,
et lux perpetua luceat ei;
requiescat in pace.
Amen

martedì 28 agosto 2012

Tardi t'amai

Oggi, memoria di sant'Agostino, desidero riprendere le parole di quel cuore inquieto e innamorato:

«...Tardi t’amai, bellezza così antica e così nuova,
tardi t’amai!
Ed ecco... tu eri dentro di me
ed io fuori di me ti cercavo,
e mi gettavo deforme sulle belle forme della tua creazione…
Tu hai chiamato e gridato,
hai spezzato la mia sordità,
hai brillato e balenato,
hai dissipato la mia cecità,
hai sparso la tua fragranza ed io respirai,
ed ora anelo verso di te;
ti ho gustata
ed ora ho fame e sete,
mi hai toccato,
ed io arsi nel desiderio della tua pace...»


SANT’AGOSTINO, Le Confessioni, X, 27


 

giovedì 16 agosto 2012

La tempesta dall'Oriente

Chi ha mai detto che sotto l'ombrellone bisogna necessariamente leggere solo stupidaggini?
Ecco un romanzo appassionante e intenso, che non lascia tregua al lettore dalla prima all'ultima pagina:  avventura e rigore storico, realismo crudo e domande profonde.   Un storia estremamante "maschia", e nello stesso tempo non priva di qualche accento di tenerezza.
Mi sto gustando ogni pagina, mentre il suono del mare mi tiene compagnia...



La trama:

Da Oriente avanza la minaccia di Attila, un pericolo che l’Occidente presume di conoscere, ma il cui radicalismo è invece culturalmente inconcepibile per una Cristianità governata da un potere fine a se stesso, preoccupato solo di mantenere i propri equilibri.
A contrastare l’avanzata di quest’uomo grande e terribile, solo due figure si ergono: Ezio, l’ultimo vero romano, e papa Leone.
Al centro della storia, proprio l’incontro tra Leone e Attila, attorno ai quali ruotano gli altri personaggi: dal kan Bleda, fratello di Attila, a Galla Placidia, vera imperatrice in nome del figlio Valentiniano, alla giovane Onoria.
E, sullo sfondo di vicende umane distanti eppure collegate, il panorama triste e decadente di un im­pero in disfacimento, ridotto alle proprie fastose apparenze esteriori.

L'autore:

Louis de Wohl (1903-1961), tedesco di padre ungherese e madre austriaca, dopo essere fuggito dalla Germania hitleriana nel 1935, prestò servizio come capitano nell’esercito britannico durante la Seconda guerra mondiale.
Fra i suoi romanzi principali, le biografie di Giovanni d’Austria (L’ultimo crociato), di san Tommaso d’Aquino (La liberazione del gigante), di santa Caterina da Siena (La mia natura è il fuoco), di Elena madre dell’imperatore Costantino (L’albero della vita).
I suoi romanzi sono tradotti in dodici lingue.

mercoledì 1 agosto 2012

AAA grazia offresi

Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!

Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe".

"Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza" [...]


 
 
CONDIZIONI PER RICEVERE L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI
(per sè o per i defunti)

Tale indulgenza è lucrabile, per sè o per le anime del Purgatorio, da tutti i fedeli quotidianamente, per una sola volta al giorno, per tutto l'anno in quel santo luogo e, per una volta sola, da mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, oppure, con il consenso dell'Ordinario del luogo, nella domenica precedente o successiva (a decorrere dal mezzogiono del sabato sino alla mezzanotte della domenica), visitando una qualsiasi altra chiesa francescana o basilica minore o chiesa cattedrale o parrocchiale.

Le condizioni per acquistare il Perdono sono quelle prescritte per tutte le indulgenze plenarie e cioè:
  • Confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);
  • Partecipazione alla Messa e Comunione Eucaristica;
  • Visita alla chiesa della Porziuncola (o un'altra chiesa francescana o chiesa parrocchiale), per recitare alcune preghiere.
In particolare:
  • Il CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana;
  • Il PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
  • UNA PREGHIERA SECONDO LE INTENZIONI DEL PAPA (ad esempio Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

giovedì 26 luglio 2012

I nonni di Gesù

Oggi, 26 luglio, la Chieda celebra i Santi Anna e Gioacchino, genitori della Vergine Maria. E, quindi, i nonni di Gesù.

Per questo rivolgo un pensiero di speciale affetto a tutti i nonni, così preziosi per i bambini e per le loro famiglie (soprattutto ai giorni nostri).  Primi fra tutti ai miei genitori, nonni meravigliosi dei miei figli.

Che Dio li benedica sempre, riempia di consolazioni i loro anni, renda lieve il peso dell'età che avanza, e li attenda a lungo (con comodo ché non c'è nessuna fretta!) ricchi di giorni e di opere buone.


«...Gioacchino è un pastore e abita a Gerusalemme, anziano sacerdote è sposato con Anna. I due non avevano figli ed erano una coppia avanti con gli anni. Un giorno mentre Gioac...chino è al lavoro nei campi, gli appare un angelo, per annunciargli la nascita di un figlio ed anche Anna ha la stessa visione. Chiamano la loro bambina Maria, che vuol dire "amata da Dio". Gioacchino porta di nuovo al tempio i suoi doni: insieme con la bimba dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia. Più tardi Maria è condotta al tempio per essere educata secondo la legge di Mosè.

Sant'Anna è invocata come protettrice delle donne incinte, che a lei si rivolgono per ottenere da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. È patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui i lavandai e le ricamatrici...»

[Dalla pagine Facebook di Radio Maria]


martedì 24 luglio 2012

Un chilometro di pizza

E' notizia di questi giorni: sul lungomare di Marina di Massa è stata preparata la pizza più lunga del mondo, con 1.200 metri di pasta, pomodoro, mozzarella e altri ingredienti. Sono serviti, tra l'altro, oltre 2 tonnellate di farina e 30 chili di basilico.  La chilometrica delizia ha così conquistato il guinness dei primati.

La sfida è servita per raccogliere fondi per i terremotati dell'Emilia. L'ho sempre saputo, io, che la pizza fa bene!!!

venerdì 13 luglio 2012

Un Angelo Custode in Inghilterra

Vi ricordate quando, nei primi anni di questo blog, chiamavo il mio figlio maggiore "Peperoncino" e raccontavo piccoli scampoli della sua vita di monello?

Ebbene:  quel bimbo oggi ha quasi sedici anni, è alto 1 metro e 75, e in questi giorni si trova a York per due settimane di vacanza-studio con alcuni compagni di scuola.

Il ragazzo sta crescendo, e giorno dopo giorno si sta preparando a volare via dal nido, affrontando con sguardo pieno di desiderio (e il cuore che batte un po' per l'ansia) una lunga serie di "prime volte".

Il mio cuore di pizza, che è prima di tutto un cuore di mamma, trepida forte forte (ma senza darlo a vedere)...

Angelo di Dio, che sei il suo custode, come te la passi in Inghilterra?  Riesci a proteggere bene il mio tesoro?  Funzioni senza problemi anche fuori sede?  Tieni la tua mano sul suo capo, stendi la tua ala sui suoi sonni, dissemina pensieri di Dio nelle sue giornate.  E fà che torni sano, sereno e felice.  Amen


domenica 17 giugno 2012

Esame di Terza Media

Al mio figlio più "piccolo" (che però è più alto di me)...
Ai figli dei miei amici...
Agli amici dei miei figli...

In bocca al lupo, ragazzi!
In bocca al lupo per il primo "Esame di Stato" della vostra vita.
In bocca al lupo, perché state davvero diventando grandi, e cominciate a prendere in mano la vostra vita.

Pensate in grande, e...  che Dio vi benedica!!!

lunedì 11 giugno 2012

Ancora sangue cristiano in Nigeria

«Uccidono nella maniera più vigliacca possibile. Attendono che i loro bersagli inermi siano riuniti sotto lo stesso tetto, nell’atto di pregare. Quindi, in pratica, quando sono ancora più indifesi; e così, in Nigeria, il fondamentalismo ha fatto una nuova strage di cristiani...»
Da:
Padre Longs: gli islamisti non riusciranno a uccidere la nostra fede
di Alexander Longs
Il Sussidiario.net, 11/06/2012

mercoledì 6 giugno 2012

Il Miracolo di Torino

Oggi la Chiesa torinese ricorda il Miracolo Eucaristico accaduto il 6  giugno 1453 proprio nel cuore della nostra città.

Quel giorno del lontano 1453, presso Exilles (nell'alta Val Susa), le truppe di Renato d'Angiò si erano scontrate con le milizie del duca Lodovico di Savoia. Qui i soldati si erano abbandonati al saccheggio del paese ed alcuni erano penetrati persino in chiesa.

Uno di loro, sacrilego, aveva forzato la porticina del tabernacolo e rubato l'ostensorio con l'Ostia consacrata. Avvolta tutta la refurtiva dentro un sacco scese a Torino a dorso di un mulo.
Sulla piazza maggiore, presso la chiesa di S. Silvestro ora dello Spirito Santo, sul luogo dove si eresse poi la chiesa del Corpus Domini, il giumento, incespicò e cadde.

Ecco allora aprirsi il sacco e l'ostensorio con l'Ostia consacrata elevarsi al di sopra delle case circostanti tra lo stupore della gente.  Fu immediatamente avvertito il Vescovo, che accompagnato da un corteo di clero e di popolo, si portò in piazza si prostrò in adorazione e pregò con le parole dei discepoli di Emmaus: «Resta con noi, Signore».

Nel frattempo si verificò un nuovo prodigio: l'ostensorio cadde a terra, lasciando libera e splendente, come un secondo sole, l'ostia consacrata. Il Vescovo che teneva in mano un calice, lo alzò verso l'alto e lentamente l'Ostia consacrata cominciò a ridiscendere, posandosi dentro il calice.

In processione ci si recò verso la vicina chiesa Cattedrale dove il Vescovo benedisse il popolo ringraziando Dio di questo prodigio eucaristico, che poi meritò a Torino il titolo di "Città del SS. Sacramento".

Oggi sul luogo del miracolo sorge la Basilica del Corpus Domini.


venerdì 1 giugno 2012

Che cos’è il Sacro Cuore per me?

Me lo sono chiesta proprio questa mattina, quando mi sono accorta che oggi è il 1° giugno:  inizia quello che la tradizione cattolica considera il “mese del Sacro Cuore”.
Nell’opinione di molti si tratta solo di una devozione démodé, per nonnine inebetite dall'età.
E per me?

A ben pensarci, questa devozione affonda le radici nelle Sacre Scritture, ha l'avvallo nel magistero dei Pontefici, e soprattutto  tocca il cuore dell'esperienza cristiana: cioè il rapporto con Cristo che ama e che salva.
Quindi sì, mi riguarda direttamente.

Chi sono io?   Io non sono semplicemente “quella che ha sposato il tale uomo”, “quella che ha avuto quei due figli”, “quella che fa così volentieri il suo lavoro”, “quella che gode di una discreta salute”, “quella che frequenta una bella compagnia di amici”…
Io “ho” queste cose, ma non “sono” queste cose.
Anche perché – lo sappiamo bene – nella vita prima o poi il lavoro tradisce, il marito delude, la salute comincia a zoppicare, i figli (giustamente) prendono il volo, gli amici hanno anche da pensare alle cose loro…

Invece c’è qualcosa che non perderò mai:  ed è l’Amore di Cristo per me.
Io so che questo Amore rimane sempre: mi scalda, mi nutre, mi trasforma, mi consola;   mi regala pace e grinta, mi dà l’equilibrio di cui ho bisogno e il coraggio che non ho.
Ho bisogno di questo Amore, perché ho bisogno di pienezza e di senso,

Non amo ancora questo Amore fino al punto di dire: «Solo Dios basta»;  però lo desidero davvero, perché so che questa è la strada della mia felicità.

lunedì 28 maggio 2012

Lunedì mattina

Oggi è un lunedì... più lunedì degli altri!
Terminato il Tempo Pasquale, riprende la quotidianità di sempre.
Un "ordinario" che potrà riempirsi di "straordinario", se solo lasceremo agire Colui che fa nuove tutte le cose...

domenica 27 maggio 2012

Discendi Santo Spirito

Discendi Santo Spirito
[A. Schweitzer]

Discendi Santo Spirito,
le nostre menti illumina;
del Ciel la grazia accordaci
tu, Creator degli uomini.

Chiamato sei Paraclito
e dono dell'Altissimo,
sorgente limpidissima,
d'amore fiamma vivida.

I sette doni mandaci,
onnipotente Spirito;
le nostre labbra trepide
in te sapienza attingano.

I nostri sensi illumina,
fervor nei cuori infondici;
rinvigorisci l'anima
nei nostri corpi deboli.

Dal male tu ci libera,
serena pace affrettaci;
con te vogliamo vincere
ogni mortal pericolo.

Il Padre tu rivelaci
e il Figlio, l'Unigenito;
per sempre tutti credano
in te, divino Spirito. Amen.



domenica 29 aprile 2012

Domenica di sangue per i cristiani in Africa

Domenica di sangue per i cristiani in Africa: almeno 21 morti e decine di feriti è il primo bilancio di due distinti attacchi, in Nigeria e in Kenya, mentre i fedeli si apprestavano ad assistere alla Santa Messa.

A Kano, nel nord della Nigeria, è stato lanciato un vero e proprio assalto da parte di un gruppo di uomini armati all'interno dell'Università, nei pressi di un teatro utilizzato dagli studenti cristiani per le funzioni religiose.

A Nairobi invece, una granata è stata lanciata all'interno di una chiesa poco prima dell'inizio della funzione.  All'interno della chiesa c'è sangue ovunque...

Proprio mentre noi tranquillamente (e magari un po' svogliatamente) ci avviavamo verso la nostra parrocchia per andare alla Messa, come se fosse la cosa più ordinaria - Dio non voglia banale - di questo mondo.

martedì 10 aprile 2012

Il mattino di Pasqua...

... mi sono alzata presto, ed ho fatto una lunga passeggiata nel verdissimo parco in riva al mare.
Non c'era nessuno, e il silenzio era assoluto:  si sentivano solo il canto degli uccelli e il fragore delle onde che si schiantavano sugli scogli.
È lì che ho pregato un pochino, ricordando la Resurrezione di Colui che non ha mai smesso di corteggiarmi, nonostante tutto.  Nonostante me.


Buona Pasqua, amici.


mercoledì 4 aprile 2012

Da domani...

Sta per iniziare il triduo pasquale.
Mi si rimetterà in moto il cuore (di pizza)?

Buon cammino, amici.

venerdì 23 marzo 2012

Nost - algia

Questa mattina sono riuscita - grazie ad un giorno di chiusura collettiva aziendale - a rallentare il ritmo (solitamente convulso) della mia vita, e a ritagliare un po' di tempo per me.

Nella penombra di una chiesa, ho provato a pregare.
Durante la Messa non osavo proclamare a Cristo un amore che non provo, o promettergli una fedeltà di cui non sono capace.  Però gli ho detto:  "Ho nostalgia di te".

All'improvviso mi è tornato in mente quanto mi aveva spiegato il Figlio Maggiore studiando epica: la parola "nostalgia" deriva da "nostòs" (ritorno) e "algos" (dolore). 
L'Odissea è, in effetti, un poema intriso di nostalgia.  Ma la tua vita, la mia vita, forse non lo sono?

La nostalgia non attiene banalmente alla sfera sentimentale - o sentimentalistica - dalla lacrimuccia facile;  è quasi una posizione esistenziale, un bisogno di ritorno che brucia dentro fino a far male.

Se ho nostalgia di un luogo, di una persona, è perché in quel luogo, con quella persona, mi sentivo a casa;  e lì vorrei tornare.
A maggior ragione, come mi rende inquieta la nostalgia di Dio!  Lui che è così Presenza eppure così Mistero...

mercoledì 14 marzo 2012

Sono una porcella!

Dovete credermi:  provarci, ci provo.
Non che io sia un fulgido esempio di ascetica e morigeratezza;  però so che un po' di essenzialità non guasta.
Prendete questa mattina, per esempio: sveglia presto, colazione con uno yogurth, e subito "sul pezzo"! (Chi è mamma lavoratrice capisce molto bene che cosa intendo).

Poi arrivo in ufficio, e scopro che il mio collega compie gli anni.  Per questo ha portato un enorme vassoio di brioches ancora tiepide.
Auguri, scambi simpatici di batture fra colleghi, un bel clima di squadra.  Poi il pacco della pasticceria  viene aperto, e si sprigiona  un profumo da far resuscitare un morto.

Una collega prende un coltello:  «Me ne taglio un pezzo di questa e un pezzo di quest'altra, così le assaggio entrambe...».
Ottima idea:  provo subito la brioche alla marmellata.
Poi assaggio il fagottino ripieno alla Nutella.
Poi il bombolone alla crema.

Ho un attimo di esitazione, ma lo supero ripensando a quel caro amico di mio marito, che in gioventù diceva sempre:  «Se proprio dovete peccare, almeno fatelo bene».  [Non so se lo dice ancora: ho saputo che adesso è un ottimo sacerdote, reduce da parecchi anni in missione in Kazakistan]

Provo la ciambellozza con schegge di cioccolato.
Poi il cannolo.
Poi...

Devo ammetterlo: quelle brioches erano eccellenti.  Una più deliziosa dell'altra.  Ce le siamo davvero godute, e lo "sporcellamento" fuori programma ci ha messi tutti di buon umore. Non sono rimaste nemmeno le briciole.

Adesso lo devo proprio riconoscere: sono una porcella.
E dire che avevo fatto il proposito di non mangiare dolci in Quaresima...
E dire che mi sarebbe piaciuto cominciare a perdere qualche chilo in vista della "prova costume"...
E dire che...

Ma da domani ricomincio.
Secondo voi ce la farò?

mercoledì 7 marzo 2012

Se proprio volete farmi gli auguri...

Non ho mai festeggiato la festa della donna.
L'ho sempre recepita come una ricorrenza un po' posticcia, povera di contenuti e di storia.
Ma se proprio volete farmi gli auguri, fatelo sotto forma di preghiera, e ve ne sarò riconoscente con tutto il cuore (di pizza).

Chiedete per me, e per tutte le donne che incontro ogni giorno, il coraggio di diventare quello che siamo, la forza di essere ciò per cui siamo state create.
Che Dio non ci permetta di smarrirci, nei marosi di una vita spesso troppo convulsa per lasciar spazio a noi stesse. 
Che la Vergine ci custodisca, e ci renda simili a Lei.

Grazie!
Amen!

giovedì 1 marzo 2012

Avete lo stesso occhio cattivo

«...Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.


Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!


Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità...»


[P.P. Pasolini - “Lettera ai giovani del PCI” - 1968]



venerdì 24 febbraio 2012

Quaresima: dove puntare lo sguardo

Eccoci in  Quaresima.
Signore, donami un cuore (di pizza) nuovo, ma non permettermi di sforzarmi come se tutto dipendesse da me.

«...La conversione è passare dal puntare l’occhio su di sé al puntare l’occhio su Cristo. Tutto il significato della storia è in questa conversione: guardare Lui, guardare Lui che sta venendo, che sta manifestandosi, invece che se stessi.
La conversione non è la quantità di coerenza. È spazzato via ogni concetto moralistico ed è messa a nudo la radice della moralità, che non è altro che essere protesi a Cristo, a Colui che ci viene incontro, e non guardare a se stessi...»

[L. Giussani - «Persuasi dal Redentore» dal libretto del cd Rosas das rosas della collana “Spirto Gentil”»]

sabato 18 febbraio 2012

Preghiera insolita

Siamo in cabinovia, circondati da montagne splendide, sovrastati da un cielo blu che incanta.
Le piste da sci, innevate a meraviglia, ci attendono.
E' ancora mattino, ma il sole già scalda.

- Certo che è stato generoso con noi, il buon Dio - commenta la mamma.

Ed il figlio adolescente se ne esce con una battuta delle sue, che però assomiglia un po' ad una preghiera insolita, di ringraziamento e di supplica insieme:
- Bravo Signore, sei in gamba.  Continua così!


sabato 11 febbraio 2012

Asianews

Per chi non la conoscesse:  Asianews è un'agenzia di stampa specializzata sull'Asia. 
Mi piace perché va oltre le notizie che troviamo sui soliti media, va più a fondo, "fuggendo l'esotismo e il disprezzo, che caratterizzano molta informazione sull'Asia"...

Ogni giorno vi si parla "dell'impegno per l'annuncio diretto di Gesù Cristo; dell'incontro (e talvolta lo scontro) delle Chiese dell'Asia con le religioni tradizionali; degli abissi di ricchezza e povertà, delle nuove mentalità consumiste, delle vecchie ideologie che ancora soffocano tanti popoli asiatici".

Vele la pena seguirla, anche per non dimenticare che le persecuzioni contro i nostri fratelli cristiani proseguono ogni giorno...

giovedì 9 febbraio 2012

Una ferita ancora aperta

Ogni anno il 10 febbraio si celebra «il giorno del ricordo», in memoria delle vittime delle foibe.  La giornata - istituita come “solennità civile” con una legge del 2004 - merita almeno un momento di riflessione, perché questa pagina della nostra storia è una ferita ancora aperta.
Siamo nel periodo che va dal 1943 e il 1947, in Istria e in Dalmazia. 
Subito dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943, i partigiani slavi decidono di far piazza pulita di quanti considerano “nemici del popolo”: fascisti in particolare, e Italiani non comunisti in generale.
Iniziano a dar loro la caccia;  li catturano con sistematica ferocia, li torturano, li massacrano, e poi li gettano nelle foibe: cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo, voragini ideali per inghiottire vivi e morti a migliaia.
Nel 1945 la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’Istria;  la persecuzione si scatena con crescente violenza.  Sono quasi diecimila gli Italiani gettati nelle foibe: vi sono fascisti, liberaldemocratici, socialisti; molti sacerdoti e fedeli cattolici; e poi anziani,  donne, bambini.  Un’autentica carneficina, dall’evidente connotazione di “pulizia etnica” per volontà del maresciallo Tito, che desidera eliminare tutti i “non comunisti” dalla futura Jugoslavia.
La tragedia si protrae fino al 1947, quando - con la fine della seconda guerra mondiale - l’Istria e la Dalmazia vengono cedute alla Jugoslavia.   Centinaia di migliaia di Italiani, a questo punto, non hanno altra scelta che la fuga dall’orrore, e si trasformano in esuli.
Il nostro Paese accoglie i profughi, ma troppo in fretta dimentica la storia degli Italiani uccisi nelle foibe istriane. Per mezzo secolo quelle angoscianti vicende rimangono imprigionate nel silenzio della storiografia; il mondo intellettuale italiano e la nostra classe politica preferiscono dimenticare, e tacere.
Dobbiamo attendere i primi anni del nuovo secolo, perché in Italia si inizi ad uscire dal silenzio, a ricordare quella tragedia, ad elaborarne la storia.
 Cartolina commemorativa (1948)

Per saperne di più:


sabato 4 febbraio 2012

Il primo bacio

Buffo che me ne sia ricordata, proprio oggi:  esattamente trent'anni fa, una Cuoredipizza adolescente viveva l'esperienza del tutto nuova del primo bacio.

E' una giornata quasi primaverile del 1982 (sembra incredibile, a guardare quanta neve c'è oggi!):  cielo azzurro, sole tiepido, tanta voglia di rimanere a chiacchierare sulla scalinata del liceo, all'uscita da scuola.
Poi gli altri compagni se ne vanno, ad uno ad uno, e rimane solo lui:  quello dell'ultimo banco, quello che mi piace da morire, quello che mi faceva già battere il cuore l'anno scorso, ma io lo evitavo perché portavo gli occhiali e mi sentivo bruttissima (invece adesso ho le lenti a contatto, e va un pochino meglio).

Siamo lì impalati, l'uno davanti all'altra, ai piedi della scalinata;  gli zaini per terra, le farfalle nello stomaco.

Non ci diciamo nulla di particolare, nulla che rimanga nella mia memoria per gli anni a venire.  Però lui mi stringe a sé, avvicina le sue labbra alle mie, e lentamente - un po' impacciato, ma gentile - si fa strada.
Non provo sensazioni scolvolgenti - in fondo si tratta solo di una lunga effusione piuttosto umida - però mi sento emozionata, piena di primavera dentro.
Sono diventata grande...

giovedì 2 febbraio 2012

Ma quant'è bella, la neve!!!

D'accordo, ci sono innumerevoli disagi in questi giorni di abbondanti nevicate.
Questa mattina le strade erano talmente pericolose che ho scelto di recarmi al alvoro con i mezzi pubblici:  pigiata come una sardina in un autobus e in un tram... un'ora e mezza di traversata in un paesaggio che faceva pensare alla Siberia!
Eppure, che magia questi spazi bianchissimi e intonsi, questi alberi carichi di neve, questi fiocchi che continuano a venir giù ininterrottamente da ore...  Persino una grande fabbrica automobilistica sembra bella, così coperta d'una coltre immacolata...
Mi piace, mi piace da impazzire il Creato!

martedì 31 gennaio 2012

La vittoria di Cristo [P. Aldo Trento]

Ogni commento sarebbe, oltreché superfluo, del tutto fuori luogo.
La luce parla da sé.


«Cari amici,
Andrea, la ragazza di 17 anni, è morta sabato alle 3 del mattino. Il suo destino buono si è compiuto. Ogni volta che la visitavo e le domandavo :  come stai? Lei mi rispondeva “Padre, sono benedetta dal Signore”.

Già nella sua dolorosa malattia era cosciente di essere benedetta, cioè scelta, amata, voluta dal Mistero. Ogni volta che riceveva nella sua camera il S. Sacramento Lo accoglieva con le mani giunte come mostra la foto. In quel gesto c’è tutta Andrea. Lei che soffriva non solo per la malattia e per l’odore che il suo corpo in alcune parti già marcio emanava fino a chiedere di essere isolata perché neanche lei lo sopportava. Lei che alcuni giorni prima di morire dice alla mamma, una donna sola e poverissima: “mamma custodisci con tanto amore il mio fratellino e la mia  sorellina. Mamma, perdonami perché la mia malattia ti ha fatto perdere il lavoro con cui garantivi il mangiare e il vestire ai miei fratelli. Per stare al mio fianco adesso non hai più lavoro”. Immaginate lo strazio della mamma nell’ascoltare queste parole della figlia!

Per me è stato il momento più duro di questo nuovo anno quando giovedì 19 gennaio ho dovuto partire per il Brasile lasciandola già quasi moribonda. Non riuscivo a uscire dalla sua stanza dopo aver celebrato la Messa. Lei mi guardava con i suoi occhi neri in modo intenso come per dirmi ci vedremo in Paradiso. Mi sono avvicinato baciandola soavemente e dicendole: “Andrea, Gesù ti vuole ben. La Madonna è qui con te. Offriamo tutto”. Con gli occhi fissi e un cenno del volto mi dice “Si”. Esco dalla stanza guardandola lei non toglie lo sguardo dalla mia povera persona. Che dolore! Arriva il momento che debbo chiudere la porta, la saluto con la mano destra, le mando un bacio. Lei mi risponde nello stesso modo, fissandomi intensamente, chiudo la porta.

So che stando in Brasile mi arriva la notizia della sua morte. Me ne vado con questo dolore pieno di pace nel cuore perché lei è già nell’abbraccio di Dio. Prego per la mamma che mi saluta dicendomi: “Padre, grazie; Andrea mi ha detto di darti la foto del giorno in cui ha compiuto i 15 anni” che nella nostra cultura è il giorno più importante nella vita di una ragazza. Amici ancora una volta senza togliere niente al dolore in Andrea nella sua morte e nel suo grande dolore è stato evidente la vittoria di Cristo.

P. Aldo»

domenica 22 gennaio 2012

Il Signore degli Anelli

Questa mattina ho comiciato a (ri)leggere "Il signore degli anelli". E' come (ri)partire per una grande avventura: coinvolgente ed epica, fantastica e realissima insieme.

Chissà che effetto mi faranno quelle pagine, a parecchi anni di distanza dalla precedente lettura.
Il Cuoredipizza di oggi è molto diverso dal Cuoredipizza di allroa;  e quello di allora era molto diverso dal giovane Cuoredipizza che intraprese la prima lettura.

Come scrisse un amico intenditore in una sua splendida recensione(*), che consiglio vivamente a tutti:
"Il Signore degli Anelli è il racconto di un viaggio; un viaggio che i personaggi compiranno non solo sulle strade della Terra di mezzo, ma anche in loro stessi. Tutti i personaggi cambiano, ma cambiano – sembra un controsenso – restando se stessi…"
E anche il lettore, se vuole, può intraprendere un viaggio, cambiando e restando se stesso.Sono quasi emozionata...


(*)
Roberto Marchesini
Il segreto de Il Signore degli Anelli
http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=1342

giovedì 5 gennaio 2012

La Befana vien di notte...

Chi di noi non ricorda almeno una Epifania della propria infanzia?
Il senso di attesa della vigilia, la calza appesa alla cappa della cucina (per i bimbi di città il camino è un oggetto sconosciuto), e al mattino lo stupore nel trovare piccoli doni:  caramelle, cri cri, qualche pezzo di carbone (ma buono, fatto di zucchero!)...

Ho ricominciato a vivere quelle sensazioni trent'anni dopo, guardandole riflesse negli occhi dei miei figli piccini.

Adesso che anche loro sono grandicelli, in famiglia alla Befana nessuno ci pensa più;  ma in ogni caso un po' di gratitudine gliela dobbiamo tutti, a quella vecchina strampalata che di generazione in generazione regala ai piccoli - se non dolci e carbone - sicuramente indimenticabili attimi di magia.

Per questo voglio dedicarle un pensiero d'autore, rispolverando per lei una lieve (ma non troppo) poesia di Guido Gozzano.


La Befana 
di Guido Gozzano

Discesi dal lettino
son là presso il camino,
grandi occhi estasiati,
i bimbi affaccendati

a metter la scarpetta
che invita la Vecchietta
a portar chicche e doni
per tutti i bimbi buoni.

Ognun, chiudendo gli occhi,
sogna dolci e balocchi;
e Dori, il più piccino,
accosta il suo visino

alla grande vetrata,
per veder la sfilata
dei Magi, su nel cielo,
nella notte di gelo.

Quelli passano intanto
nel lor gemmato manto,
e li guida una stella
nel cielo, la più bella.

Che visione incantata
nella notte stellata!
E la vedono i bimbi,
come vedono i nimbi

degli angeli festanti
ne' lor candidi ammanti.
Bambini! Gioia e vita
son la vision sentita

nel loro piccolo cuore
ignaro del dolore.

domenica 1 gennaio 2012

Un anno di Speranza...

Che questo 2012 possa essere per tutti un anno di Speranza.
Una Speranza più grande della crisi, dello spread, delle preoccupazioni.
Una Speranza più forte del dolore, della malattia, della solitudine.
Una Speranza più vera dei sogni, dei progetti, delle soddisfazioni.
Una Speranza più bella della giovinezza.
Una Speranza più potente della morte.
La Speranza che sola potrà colmare questo anno di gioia e di senso.

Buon 2012 a tutti!!!!