martedì 31 gennaio 2012

La vittoria di Cristo [P. Aldo Trento]

Ogni commento sarebbe, oltreché superfluo, del tutto fuori luogo.
La luce parla da sé.


«Cari amici,
Andrea, la ragazza di 17 anni, è morta sabato alle 3 del mattino. Il suo destino buono si è compiuto. Ogni volta che la visitavo e le domandavo :  come stai? Lei mi rispondeva “Padre, sono benedetta dal Signore”.

Già nella sua dolorosa malattia era cosciente di essere benedetta, cioè scelta, amata, voluta dal Mistero. Ogni volta che riceveva nella sua camera il S. Sacramento Lo accoglieva con le mani giunte come mostra la foto. In quel gesto c’è tutta Andrea. Lei che soffriva non solo per la malattia e per l’odore che il suo corpo in alcune parti già marcio emanava fino a chiedere di essere isolata perché neanche lei lo sopportava. Lei che alcuni giorni prima di morire dice alla mamma, una donna sola e poverissima: “mamma custodisci con tanto amore il mio fratellino e la mia  sorellina. Mamma, perdonami perché la mia malattia ti ha fatto perdere il lavoro con cui garantivi il mangiare e il vestire ai miei fratelli. Per stare al mio fianco adesso non hai più lavoro”. Immaginate lo strazio della mamma nell’ascoltare queste parole della figlia!

Per me è stato il momento più duro di questo nuovo anno quando giovedì 19 gennaio ho dovuto partire per il Brasile lasciandola già quasi moribonda. Non riuscivo a uscire dalla sua stanza dopo aver celebrato la Messa. Lei mi guardava con i suoi occhi neri in modo intenso come per dirmi ci vedremo in Paradiso. Mi sono avvicinato baciandola soavemente e dicendole: “Andrea, Gesù ti vuole ben. La Madonna è qui con te. Offriamo tutto”. Con gli occhi fissi e un cenno del volto mi dice “Si”. Esco dalla stanza guardandola lei non toglie lo sguardo dalla mia povera persona. Che dolore! Arriva il momento che debbo chiudere la porta, la saluto con la mano destra, le mando un bacio. Lei mi risponde nello stesso modo, fissandomi intensamente, chiudo la porta.

So che stando in Brasile mi arriva la notizia della sua morte. Me ne vado con questo dolore pieno di pace nel cuore perché lei è già nell’abbraccio di Dio. Prego per la mamma che mi saluta dicendomi: “Padre, grazie; Andrea mi ha detto di darti la foto del giorno in cui ha compiuto i 15 anni” che nella nostra cultura è il giorno più importante nella vita di una ragazza. Amici ancora una volta senza togliere niente al dolore in Andrea nella sua morte e nel suo grande dolore è stato evidente la vittoria di Cristo.

P. Aldo»

domenica 22 gennaio 2012

Il Signore degli Anelli

Questa mattina ho comiciato a (ri)leggere "Il signore degli anelli". E' come (ri)partire per una grande avventura: coinvolgente ed epica, fantastica e realissima insieme.

Chissà che effetto mi faranno quelle pagine, a parecchi anni di distanza dalla precedente lettura.
Il Cuoredipizza di oggi è molto diverso dal Cuoredipizza di allroa;  e quello di allora era molto diverso dal giovane Cuoredipizza che intraprese la prima lettura.

Come scrisse un amico intenditore in una sua splendida recensione(*), che consiglio vivamente a tutti:
"Il Signore degli Anelli è il racconto di un viaggio; un viaggio che i personaggi compiranno non solo sulle strade della Terra di mezzo, ma anche in loro stessi. Tutti i personaggi cambiano, ma cambiano – sembra un controsenso – restando se stessi…"
E anche il lettore, se vuole, può intraprendere un viaggio, cambiando e restando se stesso.Sono quasi emozionata...


(*)
Roberto Marchesini
Il segreto de Il Signore degli Anelli
http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=1342

giovedì 5 gennaio 2012

La Befana vien di notte...

Chi di noi non ricorda almeno una Epifania della propria infanzia?
Il senso di attesa della vigilia, la calza appesa alla cappa della cucina (per i bimbi di città il camino è un oggetto sconosciuto), e al mattino lo stupore nel trovare piccoli doni:  caramelle, cri cri, qualche pezzo di carbone (ma buono, fatto di zucchero!)...

Ho ricominciato a vivere quelle sensazioni trent'anni dopo, guardandole riflesse negli occhi dei miei figli piccini.

Adesso che anche loro sono grandicelli, in famiglia alla Befana nessuno ci pensa più;  ma in ogni caso un po' di gratitudine gliela dobbiamo tutti, a quella vecchina strampalata che di generazione in generazione regala ai piccoli - se non dolci e carbone - sicuramente indimenticabili attimi di magia.

Per questo voglio dedicarle un pensiero d'autore, rispolverando per lei una lieve (ma non troppo) poesia di Guido Gozzano.


La Befana 
di Guido Gozzano

Discesi dal lettino
son là presso il camino,
grandi occhi estasiati,
i bimbi affaccendati

a metter la scarpetta
che invita la Vecchietta
a portar chicche e doni
per tutti i bimbi buoni.

Ognun, chiudendo gli occhi,
sogna dolci e balocchi;
e Dori, il più piccino,
accosta il suo visino

alla grande vetrata,
per veder la sfilata
dei Magi, su nel cielo,
nella notte di gelo.

Quelli passano intanto
nel lor gemmato manto,
e li guida una stella
nel cielo, la più bella.

Che visione incantata
nella notte stellata!
E la vedono i bimbi,
come vedono i nimbi

degli angeli festanti
ne' lor candidi ammanti.
Bambini! Gioia e vita
son la vision sentita

nel loro piccolo cuore
ignaro del dolore.

domenica 1 gennaio 2012

Un anno di Speranza...

Che questo 2012 possa essere per tutti un anno di Speranza.
Una Speranza più grande della crisi, dello spread, delle preoccupazioni.
Una Speranza più forte del dolore, della malattia, della solitudine.
Una Speranza più vera dei sogni, dei progetti, delle soddisfazioni.
Una Speranza più bella della giovinezza.
Una Speranza più potente della morte.
La Speranza che sola potrà colmare questo anno di gioia e di senso.

Buon 2012 a tutti!!!!