domenica 17 giugno 2012

Esame di Terza Media

Al mio figlio più "piccolo" (che però è più alto di me)...
Ai figli dei miei amici...
Agli amici dei miei figli...

In bocca al lupo, ragazzi!
In bocca al lupo per il primo "Esame di Stato" della vostra vita.
In bocca al lupo, perché state davvero diventando grandi, e cominciate a prendere in mano la vostra vita.

Pensate in grande, e...  che Dio vi benedica!!!

lunedì 11 giugno 2012

Ancora sangue cristiano in Nigeria

«Uccidono nella maniera più vigliacca possibile. Attendono che i loro bersagli inermi siano riuniti sotto lo stesso tetto, nell’atto di pregare. Quindi, in pratica, quando sono ancora più indifesi; e così, in Nigeria, il fondamentalismo ha fatto una nuova strage di cristiani...»
Da:
Padre Longs: gli islamisti non riusciranno a uccidere la nostra fede
di Alexander Longs
Il Sussidiario.net, 11/06/2012

mercoledì 6 giugno 2012

Il Miracolo di Torino

Oggi la Chiesa torinese ricorda il Miracolo Eucaristico accaduto il 6  giugno 1453 proprio nel cuore della nostra città.

Quel giorno del lontano 1453, presso Exilles (nell'alta Val Susa), le truppe di Renato d'Angiò si erano scontrate con le milizie del duca Lodovico di Savoia. Qui i soldati si erano abbandonati al saccheggio del paese ed alcuni erano penetrati persino in chiesa.

Uno di loro, sacrilego, aveva forzato la porticina del tabernacolo e rubato l'ostensorio con l'Ostia consacrata. Avvolta tutta la refurtiva dentro un sacco scese a Torino a dorso di un mulo.
Sulla piazza maggiore, presso la chiesa di S. Silvestro ora dello Spirito Santo, sul luogo dove si eresse poi la chiesa del Corpus Domini, il giumento, incespicò e cadde.

Ecco allora aprirsi il sacco e l'ostensorio con l'Ostia consacrata elevarsi al di sopra delle case circostanti tra lo stupore della gente.  Fu immediatamente avvertito il Vescovo, che accompagnato da un corteo di clero e di popolo, si portò in piazza si prostrò in adorazione e pregò con le parole dei discepoli di Emmaus: «Resta con noi, Signore».

Nel frattempo si verificò un nuovo prodigio: l'ostensorio cadde a terra, lasciando libera e splendente, come un secondo sole, l'ostia consacrata. Il Vescovo che teneva in mano un calice, lo alzò verso l'alto e lentamente l'Ostia consacrata cominciò a ridiscendere, posandosi dentro il calice.

In processione ci si recò verso la vicina chiesa Cattedrale dove il Vescovo benedisse il popolo ringraziando Dio di questo prodigio eucaristico, che poi meritò a Torino il titolo di "Città del SS. Sacramento".

Oggi sul luogo del miracolo sorge la Basilica del Corpus Domini.


venerdì 1 giugno 2012

Che cos’è il Sacro Cuore per me?

Me lo sono chiesta proprio questa mattina, quando mi sono accorta che oggi è il 1° giugno:  inizia quello che la tradizione cattolica considera il “mese del Sacro Cuore”.
Nell’opinione di molti si tratta solo di una devozione démodé, per nonnine inebetite dall'età.
E per me?

A ben pensarci, questa devozione affonda le radici nelle Sacre Scritture, ha l'avvallo nel magistero dei Pontefici, e soprattutto  tocca il cuore dell'esperienza cristiana: cioè il rapporto con Cristo che ama e che salva.
Quindi sì, mi riguarda direttamente.

Chi sono io?   Io non sono semplicemente “quella che ha sposato il tale uomo”, “quella che ha avuto quei due figli”, “quella che fa così volentieri il suo lavoro”, “quella che gode di una discreta salute”, “quella che frequenta una bella compagnia di amici”…
Io “ho” queste cose, ma non “sono” queste cose.
Anche perché – lo sappiamo bene – nella vita prima o poi il lavoro tradisce, il marito delude, la salute comincia a zoppicare, i figli (giustamente) prendono il volo, gli amici hanno anche da pensare alle cose loro…

Invece c’è qualcosa che non perderò mai:  ed è l’Amore di Cristo per me.
Io so che questo Amore rimane sempre: mi scalda, mi nutre, mi trasforma, mi consola;   mi regala pace e grinta, mi dà l’equilibrio di cui ho bisogno e il coraggio che non ho.
Ho bisogno di questo Amore, perché ho bisogno di pienezza e di senso,

Non amo ancora questo Amore fino al punto di dire: «Solo Dios basta»;  però lo desidero davvero, perché so che questa è la strada della mia felicità.