mercoledì 31 dicembre 2014

Te Deum piccolo piccolo

Ti ringrazio, perché anche quest'anno hai avuto molta pazienza con me; sicuramente molta più di quanta io ne abbia avuta con Te.
Ti ringrazio per i doni che mi hai fatto, senza che nemmeno te li avessi chiesti;  e anche dei doni che Ti ho chiesto, e che Tu non mi hai fatto.
Ti ringrazio perché sei sempre riuscito a scombinare i miei piani, ma non hai mai permesso che questo mi disorientasse del tutto.
Ti ringrazio perché ogni anno che passa, mi scopro sempre più piccola.
Amen

lunedì 29 dicembre 2014

Il gioioso mendicante

Sapete quante volte Cuoredipizza è stata ad Assisi?
Tante.
Sapete qual è il suo pittore preferito?
Giotto.
Sapete qual è da sempre il santo che maggiormente la affascina?
Francesco d'Assisi.
Sapete come ha chiamato il suo primogenito?
Francesco.
Sapete che cosa sta leggendo in questi giorni di vacanza?
Ecco:


Louis de Wohl
Il gioioso mendicante
BUR Rizzoli

Nei primi anni del Duecento, in una Assisi ai margini dell’Impero e al centro di questioni politiche e commerciali, Francesco Bernardone fa una scelta destinata a cambiare la storia della Chiesa: figlio di un ricco mercante di stoffe e protagonista di una gioventù agiata, decide di abbandonare tutti i suoi averi e di vivere senza nulla al servizio degli ultimi, fondando un ordine monastico basato sulle regole di fraternità, umiltà e povertà.
In una narrazione avvincente e suggestiva, Louis de Wohl – autore diventato di culto grazie alla sua capacità di rendere appieno la dimensione storica e umana delle vite dei santi – ripercorre la straordinaria vita di san Francesco e dipinge un vivido ritratto dell’epoca e dei suoi protagonisti, da Federico Barbarossa a santa Chiara, dal sultano Al Kamil a papa Innocenzo III, restituendoci la passione e la generosità di un uomo che scelse di lasciare tutto per vivere nel segno dell’amore per il prossimo.

mercoledì 24 dicembre 2014

Mezzanotte...

Manca un soffio a mezzanotte; vi lascio il mio augurio di
Buon Natale
attraverso le parole di questa canzone che amo molto.
...

...
Aria di neve stasera e nessuno
ha tempo di aprire la porta ed il cuore.
Aria di neve stasera e qualcuno
ancora va in giro, ancora non sa
dove andrà questa notte a riposare.

Un uomo che batte a tutte le porte,
un uomo che chiede a tutte le case
se non c’è un posto per lei,
per lei, che è con me.
La donna si piega sul suo dolore
al figlio che nasce darà il suo calore
ci sarà un muro, vedrai
vedrai, basterà.

Aria di neve stasera e nessuno
ha tempo di aprire la porta ed il cuore.
Aria di neve stasera e nel cielo si muove una stella
che si fermerà solo là sulla casa più lontana.

Il bimbo che piange in mezzo alla paglia
la donna che prega e l’uomo che guarda.
Regnerà. Il mondo chi sei
 chi sei non lo sa.

martedì 23 dicembre 2014

Natale ad Aleppo

Scrive ad Asianews un giovane papà siriano:
«...Questo periodo è molto difficile: si esce di casa, ma non si sa mai se si ritorna. Per strada tutto può succedere; ma il pericolo può arrivare anche mentre siamo a casa o in chiesa…
La vita durante questa guerra in Siria ha insegnato a noi cristiani che la fede è essenziale e, quale frutto di questa fede, vi è la fiducia in Dio...
Spero che il Bimbo nato per noi in una famiglia, riporti alla mia famiglia e a tante famiglie che sono state costrette a "separarsi" il caldo di vivere insieme, la gioia di stare uniti come un'unica famiglia. Cristiani del mondo, tutti quanti: vi chiedo umilmente di pregare per noi, cristiani della Siria…»
In questi giorni di "gioia prenatalizia" non possiamo ignorare il dolore di chi vive la reltà drammatica della guerra, della persecuzione, dell'esilio...



http://www.asianews.it/notizie-it/Aleppo:-Natale-tra-famiglie-cristiane-spezzate-dalla-guerra,-che-pregano-per-la-pace-33022.html

lunedì 22 dicembre 2014

Primo giorno d'inverno

Primo giorno d’inverno. Quest’anno non è ancora sceso nemmeno un fiocco di neve. Peccato, perché – come dice Cecilia ne La camera bella - «Se è tutto bianco di neve il Natale è più Natale».

Cecilia era pazza di gioia: – Che meraviglia la prima neve!
– Se continua così – osservò Pipetto affacciandosi alla finestrella del fienile – domani potremo tirare fuori il bob!
– È come in quella poesia di Pascoli che ci ha letto il maestro: “Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca”. Fra tre giorni è Natale e tutta questa neve è una favola. Se è tutto bianco di neve il Natale è più Natale. A proposito, lo sai che con mia zia sabato scorso abbiamo fatto anche noi il presepe? Con le colline di carta roccia e gli alberi di legno e il laghetto di stagnola e i prati di muschio e le casette di sughero e il cielo blu scuro con le stelle e la cometa... Devi venire a vederlo appena puoi!

Tratto da: «La camera bella»
...


sabato 20 dicembre 2014

Il presepe di don Camillo

Cari amici,
Anche don Camillo faceva il presepe.
Se avete voglia di sorridere, e magari anche di commuovervi un po', leggete qualche brano di questo racconto...


...Si era oramai sotto Natale e bisognava tirar fuori d'urgenza dalla cassetta le statuette del Presepe, ripulirle, ritoccarle col colore, riparare le ammaccature.
Ed era già tardi, ma don Camillo stava ancora lavorando in canonica. Sentì bussare alla finestra e, poco dopo, andò ad aprire perché si trattava di Peppone. Peppone si sedette mentre don Camillo riprendeva le sue faccende, e tutt'e due tacquero per un bel po'.
[...]
Don Camillo continuò a ritoccare la barba di San Giuseppe. Poi passò a ritoccargli la veste.
«Ne avete ancora per molto tempo?» si informò Peppone con ira.
«Se mi dai una mano, in poco si finisce.»
Peppone era meccanico e aveva mani grandi come badili e dita enormi che facevano fatica a piegarsi. Però, quando uno aveva un cronometro da accomodare, bisognava che andasse da Peppone. Perché è così, e sono proprio gli omoni grossi che son fatti per le cose piccolissime. Filettava la carrozzeria delle macchine e i raggi delle ruote dei barocci come uno del mestiere.
«Figuratevi! Adesso mi mette a pitturare i santi! » borbottò. «Non mi avrete mica preso per il sagrestano!»
Don Camillo pescò in fondo alla cassetta e tirò su un affarino rosa, grosso quanto un passerotto, ed era proprio il Bambinello. Peppone si trovò in mano la statuetta. Senza sapere come, e allora prese un pennellino e cominciò a lavorare di fino. Lui di qua e don Camillo di là della tavola, senza potersi vedere in faccia perché c'era fra loro, il barbaglio della lucerna.
[…]
Oramai il Bambinello era finito e, fresco di colore e così rosa e chiaro, pareva che brillasse in mezzo alla enorme mano scura di Peppone. Peppone lo guardò e gli parve di sentir sulla palma il tepore di quel piccolo corpo.
E dimenticò la galera. Depose con delicatezza il Bambinello rosa sulla tavola e don Camillo gli mise vicino la Madonna.
«Il mio bambino sta imparando la poesia di Natale» annunciò con fierezza Peppone. «Sento che tutte le sere sua madre gliela ripassa prima che si addormenti. È un fenomeno.»
«Lo so» ammise don Camillo. «Anche la poesia per il Vescovo l'aveva imparata a meraviglia.»
Peppone si irrigidì. «Quella è stata una delle vostre più grosse mascalzonate!» esclamò. «Quella me la dovete pagare.»
«A pagare e a morire si fa sempre a tempo» ribatté don Camillo. Poi, vicino alla Madonna curva sul Bambinello, pose la statuetta del somarello. «Questo è il figlio di Peppone, questa la moglie di Peppone e questo Peppone» disse don Camillo toccando per ultimo il somarello.
«E questo è don Camillo!» esclamò Peppone prendendo la statuetta del bue e ponendola vicino al gruppo.
«Bah! Fra bestie ci si comprende sempre» concluse don Camillo.
Uscendo, Peppone si ritrovò nella cupa notte padana, ma oramai era tranquillissimo perché sentiva ancora nel cavo della mano il tepore del Bambinello rosa.
Poi udì risuonarsi all'orecchio le parole della poesia, che oramai sapeva a memoria. "Quando, la sera della Vigilia, me la dirà, sarà una cosa magnifica!- si rallegrò. - Anche quando comanderà la democrazia proletaria le poesie bisognerà lasciarle stare: Anzi, renderle obbligatorie!"
*
Il fiume scorreva placido e lento, lì a due passi, sotto l'argine, ed era anch'esso una poesia: una poesia cominciata quando era cominciato il mondo e che ancora continuava. E per arrotondare e levigare il più piccolo dei miliardi di sassi in fondo all'acqua, c'eran voluti mille anni. E soltanto fra venti generazioni l'acqua avrà levigato un nuovo sassetto. E fra mille anni la gente correrà a seimila chilometri l'ora su macchine a razzo superatomico e per far cosa? Per arrivare in fondo all'anno e rimanere a bocca aperta davanti allo stesso Bambinello di gesso che, una di queste sere, il compagno Peppone ha ripitturato col pennellino.
 
[G. Guareschi - Paura]



venerdì 19 dicembre 2014

Cecilia attende il Natale

«…Marta accese tre delle quattro candele: – Il Natale si avvicina. Inizia la novena.
– E io sono stanca morta – commentò mamma Ansaldi. – Spero che le feste passino in fretta. Non si potrebbe continuare ancora a lungo a lavorare con questo ritmo.
– Io non voglio che passino in fretta, le feste! – protestò Cecilia. – Sono i giorni più belli dell’anno e me li voglio godere ben bene!
– Allora domattina andremo in campagna insieme – propose la zia. – Prenderemo legna e muschio, sassolini e paglia. E faremo un bel presepe!...»
Tratto da: «La camera bella»
...


giovedì 18 dicembre 2014

Il cielo negli occhi

La Piccola Casa Editrice ha dato vita ad una nuova collana di romanzi per i giovani dai 12 anni in su.
Il cielo negli occhi racconta le storie di ragazzi e ragazze che vogliono crescere e trovare la vera felicità. Vivono i loro primi amori, scoprono l’amicizia. Incontri imprevedibili saranno occasioni per scoprire prospettive nuove e affascinanti.

Il primo volume della collana è La camera bella, di Laura Blandino.

In una quieta cittadina di provincia la vita della famiglia Ansaldi è stravolta dall’arrivo di una zia lontana.
Chiara, liceale dolce e bella, sta crescendo con i timori che l’adolescenza porta con sé. Gli amori e gli affetti la trascinano in un turbine di emozioni e confusione. L’amicizia con la zia la aiuterà a scoprire che cosa significa voler bene.
Cecilia, delizioso “maschiaccio” di otto anni, è un torrente in piena che disturba con la sua positività il mondo dei grandi. Si aspettava una “zia da guardia”: incontrerà invece una donna sorprendente che modificherà i suoi schemi di piccola peste.
Un intreccio di fatti imprevedibili, drammatici o esilaranti, seguirà il corso delle stagioni, regalando un’opera prima dedicata ai giovani, alla loro voglia di vivere e alla bellezza di diventare grandi.

La vicenda è una storia di oggi, ma parla delle cose di sempre: la vita e la morte, la paura e l’allegria, le grandi amicizie e i primi brividi, la ribellione e il perdono, la fatica della responsabilità e le fame di crescere.
Una storia che, pur nella sua semplicità, può divertire e commuovere, avvincere e far riflettere.  Dedicata ai ragazzi di oggi.  Ma anche a quelli di ieri e di domani.

Per saperne di più:
Blog: http://www.piccolacasaeditrice.it/lacamerabella/blog/
Facebook:  https://www.facebook.com/lacamerabella  

mercoledì 17 dicembre 2014

Auguri dedicati a chi si sente triste (ma nessuno lo sa)

Mancano otto giorni al Natale, e guardandomi intorno vedo le reazioni più disparate. Osservo tutto questo formicolio, e chissà perché mi viene spontaneo pensare a chi in questi giorni si sente un po’ giù.

Si può essere tristi anche senza vivere situazioni estreme di disagio o d’indigenza; si può essere tristi e basta, tristi di una tristezza che nessuno vede.
Si può essere tristi perché la stanchezza è più grande delle proprie forze, e questa tristezza rimane nascosta anche per pudore: chi mai potrebbe capirla, chi mai potrebbe accoglierla?
È una tristezza proibita, perché siamo sotto Natale e bisogna essere felici e buoni per forza; e poi la vita incalza, mica si può perdere tempo con 'ste storie...

Oggi vorrei abbracciare idealmente tutte le persone che sono segretamente tristi, tutte le persone che avrebbero voglia di piangere ma non osano farlo.
L'augurio non è di diventare tutti improvvisamente allegri.
L'augurio è di imparare ad accettare la propria tristezza, a non censurarla, a non vergognarsene; a considerarla come un segno di quel bisogno più profondo che c'è nel nostro cuore.
L'augurio è di riuscire a rincantucciarsi davanti al presepe, lasciandosi guardare da Gesù; lasciando che Lui guarisca, rimargini e salvi.

Buona Novena di Natale a tutti!
.

domenica 14 dicembre 2014

Un po' di nostalgia...

C'era una volta, tanti e tanti anni fa (ma tanti davvero: era il 20 giugno 2005) una giovane mamma che creò per gioco un "tentativo di blog" su Splinder.

Si presentava così:

Amo leggere e ascoltare, vagliare  e ritenere, curiosare e conservare.
La realtà è una miniera inesauribile di stimoli: ogni tanto ne scelgo una manciata, e li cucino con fantasia.
Poi li gusto, anche a distanza di tempo.
La vita è saporita.

Da quell'esperienza nacquero incontri (virtuali e non) con altri blogger, si svilupparono scambi interessanti, si consolidarono amicizie.

Nel 2011 la piattaforma Splinder fu chiusa, e il blog si trasferì su Blogspot; tutti i post di quei sei anni andarono perduti, ma non fu un dramma per nessuno: in fondo si trattava di piccole cose.
E in ogni caso, ormai la vita personale dell'autrice si era complicata fino al punto di rendere impossibile la gestione costante di un blog.

Da un anno e mezzo questo angolino di web - già desolatamente trascurato da tempo - giace completamente abbandonato. 
Però, se devo essere sincera, ogni tanto un po' di nostalgia mi viene. Perché è ancora vero, verissimo, che 
la vita è saporita
nonostante la fatica della quotidianità, l'esperienza del dolore, la paura per il futuro, la miseria del proprio limite...

Ormai più nessun lettore si affaccia da queste parti, ma mi piace ugualmente concedere a me stessa la piccola emozione di un nuovo post.
A chi - magari per caso - dovesse affacciarsi oggi su questo blog, lascio con simpatia un sorriso, con tutto il cuore (di pizza)...