sabato 31 gennaio 2015

Don Bosco, il Santo delle paroline all'orecchio



Ricordava don Bosco:

«...Io mi servivo di quelle ricreazioni lunghissime per avvicinare ogni ragazzo. Con una parola all'orecchio, a uno raccomandavo maggiore obbedienza, a un altro maggior puntualità al catechismo, a un terzo di venirsi a confessare, a un altro ancora suggerivo un pensiero di riflessione, e così via.
Posso dire che la ricreazione era il tempo in cui agganciavo un bel numero di ragazzi, che al sabato sera o alla domenica mattina venivano con molto buona volontà a fare la loro Confessione.
Quando vedevo che qualcuno trascurava per molto tempo questi importanti doveri, interrompevo i suoi giochi e lo conducevo a confessarsi. [...]
Un ragazzo, invitato più volte da me a fare la Confessione la Comunione di Pasqua, prometteva, ma non manteneva.
Un pomeriggio, dopo le sacre funzioni, si mise a giocare con grande foga. Mentre correva rosso in faccia e molle di sudore, lo chiamai deciso: "Vieni con me in sagrestia. Ho bisogno di te per un affare".
Voleva venire com'era in maniche di camicia.
"No", gli dissi, "mettiti la giacchetta e vieni".
Giunti in sacrestia gli dissi: "Inginocchiati a questo inginocchiatoio".
Capì che doveva trasportare l'inginocchiatoio e stava per farlo.
"No, lascialo dov'è", gli dissi.
E lui: "Ma allora che cosa vuole da me?".
E io: "Confessarti".
"Non sono preparato", fu la sua risposta pronta.
"Lo so" gli dissi.
"E allora?".
"E allora preparati e poi ti confesserò".
E quel ragazzo: "Bene, ha fatto bene a prendermi così. Altrimenti, per vergogna dei miei compagni non mi sarei mai deciso a venire".
Mentre recitavo il breviario si preparò un poco. Poi fece bene la sua Confessione e il ringraziamento. D'allora in poi fu tra i più costanti nel compiere i suoi doveri cristiani. Raccontava lui stesso il fatto ai compagni dicendo: "Don Bosco è stato molto furbo per prendere un merlo come me"...»

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giovedì 29 gennaio 2015

Chi non vorrebbe un’Amicizia così?



Condivido questa foto, tratta da un sito messicano, perché mi colpisce.

È stata scattata durante le riprese del film "La passione di Cristo": il regista Mel Gibson parla con l'attore Jim Caviezel.

L’invito è ad osservare l'immagine andando oltre l’apparenza immediata.

«Immagina te stesso, seduto accanto a Gesù in una conversazione a tu per tu... È esattamente quello che succede quando preghiamo... Quando accantoniamo tutto ciò che facciamo e ci concentriamo a parlare con Gesù, egli si siede con noi e con pazienza ci guarda negli occhi, ascolta ciò che diciamo, ci presta completa attenzione...».

Chi non vorrebbe un’Amicizia così?
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lunedì 26 gennaio 2015

Il Carabiniere e la famiglia

In questi giorni il Calendario 2015 dei Carabinieri ha raggiunto i suoi "colleghi" degli anni precedenti, appeso nel salotto di Cuoredipizza.
Il filo conduttore è la famiglia: testimonianze, aneddoti, lettere, gesti eroici e piccoli ricordi, tratti da duecento anni di storia...

Ci sono splendide illustrazioni di grande impatto emotivo, fotografie di gruppi familiari con il figlio o il papà carabiniere, lettere (scritte a mano, con la grafia di un tempo) di carabinieri alle loro famiglie; ritagli di giornale, immagini drammatiche legate a chi ha perso la vita in missione, e persino la storia di una nonnina che - tra figli, nipoti e pronipoti - ha generato ben dodici carabinieri.

Come scritto nel comunicato di presentazione, «Gli stati d’animo, le ansie, lo sconforto e i disagi, ma anche la fierezza, i consigli, le rassicurazioni e l’amore che i Carabinieri trasmettevano ai propri familiari anche in circostanze drammatiche permettono di “leggere” in modo diverso alcuni episodi - noti o meno noti - della storia dell’Arma».

Imperdibile, davvero.
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giovedì 15 gennaio 2015

Ma io lo conosco quello!

[...] La seconda sorpresa fu un quadro, che Marta estrasse delicatamente dal cartone e appoggiò sulla scrivania.
– Ma io lo conosco quello! – esclamò Chiara. Era esattamente identico all’icona appesa nella chiesa di San Francesco a Cassanico.
– Un pochino lo conosco anch’io – rispose la zia, lanciando un luminoso sguardo di intesa al volto bruno dell’uomo. – È un tipico dipinto bizantino, un Kristòs Pantokràtor – Poi fece una cosa davvero disdicevole per una vecchia zitella:
si tolse uno zoccolo e piantò un chiodo con il tacco. Fu così che quell’uomo dallo strano nome fu appeso alla parete che sovrastava il letto della zia. [...]


[Tratto da: «La camera bella» di Laura Blandino]
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domenica 11 gennaio 2015

Perché proprio la pizza?

«Perché proprio cuore-di-pizza? Che c’entra la pizza? Come ti è venuta quest’idea?» mi ha chiesto un nuovo amico, un po’ perplesso di fronte al nome strano di questo blog.
Allora ho ripescato nella memoria le ragioni degli inizi: scelsi l’immagine della pizza, perché era quella che assomigliava di più al mio cuore. E devo ammettere che ancor oggi, a distanza di anni, continuo a sentirmi intimamente così.
Consultando qualsiasi dizionario della lingua italiana alla voce "pizza", risulta correttamente la definizione di «focaccia fatta con pasta lievitata, condita con olio, pomodori, mozzarella, acciughe, prosciutto o altri ingredienti e cotta in forno».
Si tratta, insomma, di una metafora della vita:
  • non può fare a meno del lievito
  • ha bisogno del fuoco
  • è ricca di ingredienti diversi (più ce ne sono – purché di buona qualità – e meglio è).
E poi, ovviamente, ci sono periodi in cui la pizza è un po’ scialba, una marinara leggerina e pallida per esempio. Il bello è quando finalmente diventa ricca, come una quattro stagioni o una prosciutto e funghi; o addirittura come una capricciosa, che ha dentro di tutto, in un meraviglioso disordine.  A volte si presenta con un tocco di classe, come una coi frutti di mare  o i porcini freschi;  ma più spesso è semplice, verace, come una ai formaggi, magari allagata di bufala fusa e fumante...
E voi, che pizza siete?    
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venerdì 9 gennaio 2015

Duemila morti in Nigeria: vogliamo parlarne?

Boko Haram, il gruppo fondamentalista islamico, ha completamente distrutto una città e diversi villaggi sulle rive del Lago Ciad nel nordest della Nigeria, nel corso di un nuovo raid che ha portato all'uccisione di oltre duemila persone.

I media e i social network non ne parlano molto, perché in questi giorni l'attenzione è calamitata prepotentemente dall'attacco alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi.

Eppure si tratta di una tragedia immane: gli estremisti «hanno completamente bruciato sedici villaggi e la città di Baga», le case sono incendiate e i cadaveri giacciono a centinaia nelle strade; Boko Haram prosegue senza pietà la sua campagna militare per creare uno Stato islamico in quelle terre.

Non dimentichiamo di sentirci "sotto shock" e di "indignarci" anche per questa strage.
E di pregare per quella popolazione crocifissa...
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martedì 6 gennaio 2015

Se nessuno farà la Befana per lui...

– Ma davvero quel tuo amico giornalista vive tutto solo e abbandonato? – le chiese Pipetto un bel mattino di inizio gennaio.
– Sì, suo papà e sua mamma lo hanno scacciato come Pollicino solo che Pollicino era piccolo invece lui l’hanno scacciato da grande.
– Chissà che brutto Natale deve aver passato!
– E che triste Capodanno!...

– E che triste Epifania sarà per lui domani! – rincarò Pipetto.
– Chi riempirà la sua calza questa notte?
Questi tristi pensieri rattristarono a tal punto i due bambini, che la loro voglia di giocare si spense a poco a poco e la costruzione di un iglù perdette improvvisamente ogni fascino.
– Ideona! Se nessuno farà la Befana per lui, la farò io! – esclamò Cecilia.
Tratto da: La camera bella


giovedì 1 gennaio 2015

Capodanno 2015

Non so quanti di noi siano già lucidi, dopo i brindisi delle scorse ore. Però vale la pena pensarci almeno un po'...
Alla festa di oggi, intendo. Quella che è dedicata a Maria, Madre di Dio.
Non voglio farlo con parole mie; preferisco rubare alcuni versi ad una poesia-preghiera che Jorge Mario Bergoglio scrisse nel 1969, poco prima di essere consacrato sacerdote:

Credo in Maria, mia madre,
che mi ama e mai mi lascerà solo.
E aspetto la sorpresa di ogni giorno
nel quale si manifesterà l'amore,
la forza, il tradimento e il peccato,
che mi accompagneranno
fino all'incontro definitivo
con quel volto meraviglioso
che non so come sia,
che fuggo continuamente,
ma che voglio conoscere e amare.
Amen.