sabato 23 maggio 2015

Tu, più vicino a me di me stessa

Pochi mesi prima della dua deportazione ad Auschwitz, Edith Stein scrive una delle sue preghiere più belle: l'intimo sposalizio dell'anima con lo Spitito Santo.
Ve ne offro alcuni versi, come dono per questa Pentecoste.

Chi sei tu, dolce luce, 
che mi riempie e rischiara l'oscurità del mio cuore? 
Tu mi guidi come una mano materna e mi lasci libero, 
così non saprei più fare un passo. 
Tu sei lo spazio che circonda il mio essere e lo racchiude in sé, 
da te lasciato cadrebbe nell' abisso del nulla, 
dal quale tu lo elevi all'essere. 
Tu, più vicino a me di me stessa 
e più intimo del mio intimo 
e tuttavia inafferrabile ed incomprensibile 
che fai esplodere ogni nome:
Spirito Santo - Amore eterno!
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domenica 17 maggio 2015

Al Salone del Libro 2015

Ieri pomeriggio, al Salone Internazionale del Libro (stand "Arena Piemonte") un giornalista de La Stampa ha intervistato con brio quattro autori esordienti, tra cui Laura Blandino, autrice de La camera bella

Così anche il primo romanzo della collana "Il cielo negli occhi" (Piccola Casa Editrice) ha potuto farsi conoscere da un pubblico inusuale, nella cornice di un evento prestigioso che ha dato visibilità al piccolo mondo della "Val Favero".


mercoledì 13 maggio 2015

La camera bella... si mette in gioco!


Chi l’ha detto che le presentazioni dei libri debbano essere tutte uguali? 

Sabato 16 maggio alle ore 19:00, presso il Salone Internazionale del Libro di Torino (stand Arena Piemonte) il romanzo "La camera bella" avrà l'opportunità di... mettersi in gioco!

L'autrice - Laura Blandino - parteciperà infatti a "Speed Book", un evento a metà fra la cultura e il divertimento: «il primo gioco-incontro dove gli autori per promuovere i propri libri hanno davvero i minuti contati».  
Un giornalista del quotidiano “La Stampa” svolgerà il ruolo di intervistatore e moderatore.

Divertimento assicurato, ma soprattutto la consapevolezza che alla fine... vince chi legge!



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sabato 2 maggio 2015

Io non vorrei dimenticare

È trascorso appena un mese dal massacro di 147 giovani cristiani presso l’Università di Garissa in Kenya. Erano ragazzi, coetanei dei miei figli.
Sui giornali e in rete non se ne parla quasi più.
Io non vorrei dimenticare. 
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venerdì 1 maggio 2015

Secondo lo stesso principio delle cattedrali.

1° Maggio.
Festa dei lavoratori.
Questi versi di Péguy sono una piccola perla.

Un tempo gli operai non erano servi.
Lavoravano.
Coltivavano un onore, assoluto, come si addice a un onore.
La gamba di una sedia doveva essere ben fatta.
Era naturale, era inteso. Era un primato.
Non occorreva che fosse ben fatta per il salario, o in
modo proporzionale al salario.
Non doveva essere ben fatta per il padrone,
né per gli intenditori, né per i clienti del padrone.
Doveva essere ben fatta di per sé, in sé, nella sua stessa natura.
Una tradizione venuta, risalita da profondo della razza,
una storia, un assoluto, un onore esigevano che quella gamba di sedia
fosse ben fatta.
E ogni parte della sedia fosse ben fatta.
E ogni parte della sedia che non si vedeva era lavorata con
la medesima perfezione delle parti che si vedevano.
Secondo lo stesso principio delle cattedrali.
E sono solo io — io ormai così imbastardito — a farla adesso tanto lunga.
Per loro, in loro non c’era neppure l’ombra di una riflessione.
Il lavoro stava là. Si lavorava bene.
Non si trattava di essere visti o di non essere visti.
Era il lavoro in sé che doveva essere ben fatto.

                                                                                      (Charles Peguy)
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